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Il premio più importante della rassegna, “The Eyewriter”  di Zach Lieberman appartiene alla  tradizione di operazioni “eroiche” e umanitarie tipiche della prima ondata della new media art.

Ma nello stesso tempo si ripropone a un cross over fra agire e pensare che riapre il concetto di tecnoscienza come operare innovativo e tangibile.
Dove finisce scienza e dove apre estetica?
Un famoso graffitista, Tony Quan è rimasto paralizzato dopo una malattia terribile.
Può muovere solo gli occhi.
Il lavoro di Lieberman e del suo team è quello di creare un software che permetta a Quan di disegnare con gli occhi attraverso un eye-tracker.
Questo permette di muovere il mouse unicamente con il movimento degli occhi.
I graffiti ( writings e tags) così ottenuti possono essere stampati o proiettati su facciate urbane grazie al contributo del gruppo “Graffiti Lab”, un gruppo di New York che trasforma in proiezione gli ormai classici graffiti.
Il lavoro “in progress” tende anche a produrre un software “open source” con download gratuito.
“The EyeWriter” Zach Lieberman (US), James Powderly (US), Tony Quan (US), Evan Roth, (US), Chris Sugrue (US) and Theo Watson (UK)
Andare al sito per vedere il video/documento del lavoro!


Ultimo aggiornamento (Venerdì 08 Ottobre 2010 15:25)

 

UNA MOSTRA DI UN’ARTISTA DI CUI SI CONOSCE MOLTO, YOKO ONO, E DEL CUI LAVORO NON SI SA ABBASTANZA.

YOKO ONO E’ STATA FIGURA CENTRALE NEL GRUPPO NEODADAISTA FLUXUS.

SABATO 9 LA VIDEOPROIEZIONE “SMILE” SULLE PARETI DEL MACRO TESTACCIO.

9 ottobre 2010 - MACRO Testaccio - piazza Orazio Giustiniani 4 - dalle 20 alle 24

Studio Stefania Miscetti in collaborazione con MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma presenta SMILE videoproiezione di un’opera di Yoko Ono su una parete esterna del padiglione del MACRO Testaccio , il 9 ottobre 2010 dalle ore 20 alle 24, in occasione della Giornata del Contemporaneo di AMACI e di RomaArt2Nights. La proiezione di SMILE a Roma si colloca nell’ambito di diverse iniziative organizzate nel mondo per celebrare la memoria di John Lennon e le sue azioni di pace in occasione del settantesimo anniversario della sua nascita: 9 ottobre 1940.

L’opera FILM NO.5 (Smile) è stata realizzata da Yoko Ono nel 1968 registrando ad alta velocità il sorriso di John Lennon nella loro casa di Londra.

Yoko Ono ha scritto a proposito del lavoro:

“Lo scorso anno, ho detto che avrei voluto fare uno ‘smile film’ che includesse gli scatti di facce sorridenti di ogni singolo essere umano nel mondo. Ma questo comportava ovvie difficoltà tecniche ed era molto probabile che quel progetto sarebbe rimasto uno dei miei bellissimi mai-mai. (…)

Si dice che in un angolo del mondo ci sia un uomo seduto che passa la vita ad inviare buone vibrazioni al mondo, e che quando una stella brilla, noi stiamo solo ricevendo lo scintillio mandato 1000 anni luce fa, etc. (...)

Immagina un quadro che sorride solo una volta ogni miliardo di anni. Il sorriso da fantasma di John nel’ Film No.5’ potrebbe comunicare solo tra un centinaio d’anni, o chissà, da come le cose stanno andando, potrebbe comunicare molto prima di allora. Credo che tutte le porte siano pronte ad aprirsi adesso. Un raggio di luce dovrebbe farlo. E’ solo che esiste ancora una minoranza di persone che ha paura della possibilità di un mondo senza frontiere.Non sanno bene come confrontarsi e se ce la farebbero. Ma la maggior parte di noi sa che le frontiere non sono altro che costruzioni della nostra fantasia. La cosa buona è che, una volta che hai conosciuto le leggi della natura, devi riconoscerle, quindi le frontiere scompariranno abbastanza rapidamente, penso.” Yoko Ono, 2 ottobre 1968

Yoko Ono è un’artista multi-mediale che sfida continuamente i confini tradizionali dell’arte. E’ conosciuta in campo internazionale per le sue innovative performance e opere concettuali, per la sua musica e i suoi film sperimentali.

La mostra personale I’ll be back presso lo Studio Stefania Miscetti sarà aperta fino al 30 ottobre 2010.

Yoko Ono è nata a Tokyo nel 1933. Si trasferisce a New York nel 1953 per studiare composizione musicale e poesia. È stata tra gli iniziatori delle prime performance e attività artistiche d’avanguardia newyorkesi, attraverso esperienze germinali come la sua mostra personale di opere concettuali alla AG Gallery e un concerto da solista al Carnegie Recital Hall nel 1961. Nello stesso anno è stata fondamentale per la nascita e la formazione del movimento Fluxus, Nel 1962, ritornata in Giappone, ha realizzato una performance ed una mostra dei suoi Instruction pieces al Sogestu Art Center, Tokyo.

Nel 1964 presenta Cut Piece a Kyoto e poi a Tokyo e pubblica il suo leggendario libro d’artista Grapefruit. Nel 1965 a New York realizza molti film, tra cui la prima versione del Film No. 4 (Bottoms) e l’ambiente partecipativoThe Stone. Alla fine del 1965 partecipa alla “Destruction in Art Symposium” a Londra e realizza la sua mostra più importante “Unfinished Paintings and Objects alla Indica Gallery, dove conosce John Lennon. Negli anni successivi gira molti film importanti e registrazioni, tra cui Fly e fonda The Plastic Ono Band. Nel 1971 ha luogo la sua prima antologica, intitolata This Is Not Here all’ Everson Museum of Art, New York. Negli anni Ottanta Yoko Ono espone in molti musei e kunsthalles in giro per il mondo ed è la protagonista di tre mostre itineranti: Have You Seen the Horizon Lately, organizzata dal Museum of Modern Art di Oxford; YES YOKO ONO, organizzata dalla Japan Society di New York; e BETWEEN THE SKY AND MY HEAD, organizzata dal Kunsthalle Bielefeld, Germania.

Ha esposto in molte edizioni della Biennale di Venezia, ricevendo nel 2009 il prestigioso Leone d’Oro alla carriera. Sempre nel 2009, realizza “ANTON’S MEMORY” alla Fondazione Bevilacqua La Masa, a Venezia. Il suo album più recente si intitola “Between My Head and the Sky,” 2009. Ed ha ricevuto numerosi apprezzamenti.

Yoko Ono è molto conosciuta per le sue azioni pacifiste, iniziate col marito John Lennon, Bed-In for Peace e War Is Over! (If You Want It), e recentemente con IMAGINE PEACE TOWER in Islanda e con i Wish Trees che hanno attraversato il mondo.  Riflettendo sulla sua reputazione controversa, Yoko dice sorridendo: “Posso solo fare affidamento sul mio giudizio, anche se per alcuni il mio giudizio è fuori luogo. Ho il mio ritmo e i miei tempi, e semplicemente è così”.

STUDIO STEFANIA MISCETTI, via delle mantellate 14 - 00165 roma, tel\fax: + 39 06 6880 588 email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,www.studiostefaniamiscetti.com

 



 
Salve
il DorkbotRoma - Caffè Digitale del 7 giugno ha verificato la nuova "location" della libreria RGB46 GALLERY a Testaccio.
La verifica è stata positiva.
Lo spazio è centrale, caratterizzato e adatto a incontri di tendenza.
Lo "Studio Noidealab", Mauro Pace e Saverio Villirillo, hanno presentato l'exhibit interattivo creato in occasione della "Settimana della Biodiversità" per l'associazione Bioversity International presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma.
Un lavoro di notevole impatto e un concorso vinto contro la concorrenza di studi già noti e importanti.
Un lavoro che unisce interattività e ecologia, pedagogia e gioco con una bellissima resa di interazione e di immagine.
Terlizzese ha presentato le immagini della mostra del GPM a Valle Giulia, mostra che, rivisitata, dimostra il grande potenziale di energie e di creatività cresciuta fra gli studenti del Corso e che apre una serie di ipotesi lavorative in tutti i campi digitali, dal video al 3d.
Riprenderemo gli incontri dopo l'estate, a fine settembre, e speriamo che si moltiplichino fra gli ex GPM le iniziative di successo, gli studi operativi e le nuove idee in un campo estremamente favorevole alle iniziative giovani.
Ci stiamo collegando con una "hub" di lavoro govanile e con "fusolab", incontro periodico sull'informatica già in atto da qualche tempo.
L'obbiettivo è quello di creare una comunity di operatori e creativi multimediali.
IMPORTANTE:
1 - Mandateci links ai vostri portfolio, o immagini o video dei vostri lavori con dati ecc...
L'obbiettivo è di creare un network dove si possano far circolare idee e materiali.
Una "Gallery on Line", una Wikymedia romana sul lavoro multimediale.
2 - Iscrivetevi alla mailing list
3 - Inviate proposte di iniziative e interventi negli incontri DorkbotRoma.
Saluti
prof Taiuti
DORKBOT ROMA - Caffè Digitale - http://www.dorkbotroma.com/
Incontri periodici sul lavoro digitale e sulle problematiche dei linguaggi digitali.
Web Design, Video, Net Art, Animazione3d, Software Art, Hackerart, Iniziative e Imprese, Progetti, Esperienze e Idee.
A cura del Prof Lorenzo Taiuti
Info:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
- 339 5692752

Presso RGB46 GALLERY
http://www.rgb46.it/
LIBRERIA ARTE,ARCHITETTURA, DESIGN & Art Gallery & Caffè
Piazza Santa Maria Liberatrice 46 ( Testaccio )
tel. 06 45421608


Ultimo aggiornamento (Venerdì 08 Ottobre 2010 14:51)

 

ARTE E CRITICA

La Transmediale di Berlino, una delle manifestazioni di lunga data e di punta nel campo di Video e New media, presenta sempre un arco di lavori che coprono linguaggi cinetici e linguaggi interattivi, cercando legami e rispecchiamenti fra le diverse tipologie che si sovrappongono linguaggi.

“FUTURITY NOW” è lo slogan di quest’anno e H.G. Wells il commento migliore. “….così con una sorta di pazzia che cresceva dentro di me, mi lanciai nel futuro…”.

Il Futuro in cui ( ormai) siamo fa i conti con le forme espressive che hanno incitato ed eccitato il concetto di futuro in arte.

Abbiamo corso troppo velocemente?

Non abbiamo corso abbastanza?

Il problema della media art rimane aperto diventando da futuro a quotidiano.

Almeno fino alla prossima accensione generata da una nuova tecnologia.

Come appunto oggi all’effetto Avatar sui linguaggi cinematografici.

Un concerto, “Tintinnabulum”, apre la Transmediale con Charlemagne Palestine, giustamente collegando le pratiche  minimaliste degli anni 60 al “minimalismo strutturale” della nuova sintesi digitale, un concerto, “Tintinnabulum”, e apre anche uno spazio di interventi esterni, come l’uso del campanile vicino alla Haus der Kunste der Welt come strumento musicale.

Mentre, nel bellissimo “Site Specific” concert sull’organo della barocca Franzesische Dom,  il vecchio radical Palestine pratica i rapporti di “relazione” tipici della cultura sperimentale. Per  dialogare con gli strumenti ( da un bicchiere strofinato a un clavicembalo a un piano e poi un organo centenario ) e infine con il pubblico e creare un’atmosfera di diversa e informale comunicazione.

Il musicista forse più interessante della scena digitale, il giapponese Ryoij Ikeda, è presente  con due interventi, un’installazione e un concerto.

Il lavoro di Ikeda, autore “cult” nel campo dei live media, si basa sul processo di rilevazione di dati da più fonti online.

Lettura di dati dalla rete poi rielaborati come suoni e immagini interdipendenti, riletti, ricomposti poi con modalità insieme nuovissime e “classiche” attraverso composizioni live ma accuratamente programmate, sottolinenando la ricchezza di scambi dei dati interni fra  interna di dati fra software sonoro e software d’immagine.

Mentre l’installazione “Data” spalma su una vasta parete pagine rielaborate dal net con forte impatto visivo e auditivo ma con una logica, nel concerto live media raffina la strategia di dosaggi sonori e visivi, la riporta indietro ( anzi avanti! )  verso le sperimentazioni laser-musicali di Xenakis e di tutta una linea della classica elettronica.

Contrariamente a Ars Electronica, l’altra manifestazione leader del digitale, la Transmediale presenta un vario e interessante programma video, dalla videoarte al documento e sconfina nel corto cinematografico.

Molti i prodotti interessanti, come il video di Adam Leech “Speech Bubble”, brillante rappresentazione delle “bolle” del linguaggio televisivo, mentre la comunicazione fra il commentatore e il pubblico diventa insensata come nei bei lavori testuali di Jenny Holzer.

Potere dell’immagine e della comunicazione anche nella piccola e bellissima rassegna “Arab shorts” ( prodotta in Libano con aiuti francesi ) che racconta in micro-video i problemi del mondo arabo visti dall’ottica del problema Palestina/Israele, ma anche di aspetti sociali e psicologici e con inaspettata ed efficace ironia. Mentre, toccando i molti drammatici punti della situazione, rimane impressa la bellissima intervista con un anziano sopravvissuto a un bombardamento di un piccolo centro.

L’anziano è muto e racconta  a gesti  il dramma avvenuto.

Un’immagine Ineguagliabile per forza drammatica, semplice verità e  semplice poesia.

Banco di prova e prova di forza dei New Media restano comunque le installazioni interattive, a cui sono legate tante ipotesi di sviluppo e fruizione.

Ken Rinaldo presenta i divertenti “Paparazzi Bots”, improbabili robo-fotografi che ricordano i microrobot in azione in Afghanistan, sempre nervosamente attivati a perseguitare il pubblico con flash e foto impietose. Lavoro spiritoso, “witty”, che prende risonanze più gravi collocandolo nell’attualità delle registrazioni di tutta la realtà che si riflette su YouTube .

Lavoro forte di marca strutturalista  “White Noise di Zilvinas Kempinas, un ibrido elettronico, di fatto nastri di videotape montati in modo da rappresentare un dispositivo elettronico, sottolineando così il continuum di sviluppo dei vari media.

“Optofonica” ha l’aspetto di un casco marziano e, sostituendo le casse audio con piastre, è una forma di digital juke-box dove si possono fruire diversi ottimi pezzi fra cui anche i nostri Otolab e indica una diversa fruizione del binomio suono-immagine.

Sinistra come un’apparizione in un film di fantasmi “The invisibile stain” di Alice Miceli mostra una foto non fotografica di Cernobyl, ottenuta registrando le radiazioni che il terreno del celebre disastro atomico continua ad emettere.

Le radiazioni segnano un paesaggio di trasformazioni indistinto e pure impressionante, dove la realtà fotografica è rimpiazzata dalla materia stessa nelle sue trasformazioni.

“The Advertiser” di Julian Olivier, Clara Boi e Diego Diaz, indica le possibilità di intervento sull’invadente spaio urbano invaso dalla pubblicità. Mischiando  immagini reali e collage, i grandi  spazi pubblicitari di Berlino, Madrid e New York vengono ( virtualmente ) utilizzati per visualizzare antipubblicità d’arte.

Il gioco è interessante e compensativo, data l’estrema scarsità della Public Art urbana e ci rinvia alle vere pubblicità d’artista fatte dagli artisti di New York negli anni 80 come Muntadas e altri.

Mentre i panel di discussione cercano di definire il concetto di Futuro dopo il Futuro, la chiosa del Festival sembrerebbe la famosa frase di J.G.Ballard: “ “Penso che il futuro sia stato annesso al presente”.

E’ Vero. Ma fino a che punto?

Futurity, Futuribilità, pensare futuro, Futuro, sono motori oltre che moventi del nostro fare culturale.

E non è poi il nostro presente così connesso con il mutamento, essenza del concetto di futuro?

Negato perché obsoleto, il futuro rientra instancabilmente nella nostra ottica della conoscenza.

Come dice Slavoj Zizek, le Utopie sono un’ottima struttura di pensiero e un buon stimolo alla progettazione.

Lorenzo Taiuti

Lady from Kenya and cell phones and exchange money as social transformation

- Bandung school of media art e l’estremo oriente

Cosa SUCCEDE in estremo oriente?

- I paesi dell’Est europeo

- la tv sventrata

- I Videogame

Vasta mostra di Videogame nello spazio laterale del ctm

Cosa si può fare con i videogame al di là del gioco?

- digital music

- Il Juke box digitale : con una struttura eccentrica e assai futuribile  un (  italiano ) presenta una serie di videoclip , musicali fruibili in un casco visione globale in cui fruire in una struttura a pannello unico il suono e l’immagine


Gentile Lorenzo Taiuti

la presente per confermarle il nostro interesse a pubblicare un suo articolo su Transmediale sul prossimo numero di "Arte e Critica", la cui uscita è prevista per marzo 2010.

La lunghezza del pezzo dovrà rientrare in 2600 battute spazi inclusi.

cordialmente

ARTE E CRITICA



Ultimo aggiornamento (Venerdì 08 Ottobre 2010 14:51)

 

Salve sono Pierpaolo Balani, don'tclick .
Ho appena pubblicato il mio nuovo portfolio.
http://www.pierpaolobalani.it/portfolio/10
mi fa piacere se mostrarle i miei ultimi lavori.
Belle notizie per Dorkbot!
Grazie e Buon Lavoro!
Pierpaolo Balani
http://www.pierpaolobalani.it/



 



Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Aprile 2010 16:27)

 
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